“Ah, quindi motivi gli atleti.”
E ogni volta sorrido. Perché dietro a questo lavoro c’è molto di più.
È un lavoro invisibile.
Quello che non si vede a bordo campo, nei risultati, nelle foto.
È stare nella frustrazione quando le cose non vanno,
quando il corpo risponde ma la testa no.
È reggere l’ansia, darle un nome, non scacciarla in fretta.
È lavorare sul benessere quando la prestazione chiede tutto e sembra non lasciare spazio a niente altro.
È ascoltare silenzi, difese, paure che non sempre sanno come uscire.
È aiutare qualcuno a non rompersi dentro mentre fuori continua a performare.
Il mio lavoro non è “motivare”.
È accompagnare.
È stare.
È aiutare a dare senso,
prima ancora che spinta.
Per il 2026 mi auguro questo: rendere l’invisibile sempre più visibile.
Un lavoro fatto di sport, sì,
ma anche di cura, rispetto e amore profondo per ciò che facciamo e per le persone che incontriamo lungo la strada.
Perché dietro ogni prestazione c’è sempre una persona.
E vale la pena non dimenticarlo.
✨
Buon 2026 a tutti i miei atleti e a tutte le persone che lavorano in questo fantastico mondo ♥️